Imprese energivore, arriva il decreto Energy Release

 

PixabayPrezzi calmierati dell'energia elettrica per le imprese energivore che realizzano nuova capacità da fonti rinnovabili. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha firmato il decreto Energy Release. Il decreto ministeriale stabilisce la cessione anticipata di energia elettrica a prezzi contenuti da parte del Gse alle imprese energivore. Introdotto per la prima volta dal decreto 17/2022, noto anche come decreto Energia, l’Energy Release significa letteralmente “rilascio di energia” ed è la misura che prevede la cessione - con contratti triennali e a prezzi calmierati - dell’energia elettrica da fonti rinnovabili ritirata dal GSE. 

Per approfondire: cosa prevedeva la misura iniziale dell'Energy Release?

Il provvedimento era molto atteso dal settore delle imprese energivore e ad esso dovranno seguire ora una serie di step operativi per dare concretezza alla misura che metterà a disposizione delle imprese 20 terawattora di energia a un prezzo di cessione intorno ai 60 euro per MWh. L’obiettivo finale è garantire la piena integrazione e remunerazione di medio termine degli investimenti nelle green energy nazionali nel mercato elettrico, trasferendo ai consumatori partecipanti al mercato i benefici conseguenti.

Investimenti delle imprese energivore per 12 miliardi di euro

Il decreto prevede la facoltà di richiedere al Gse per 3 anni una anticipazione del 50% dell'energia a prezzi competitivi, che verrà generata a seguito degli investimenti da parte delle imprese per un ammontare di circa 12 miliardi di euro in impianti di energia rinnovabile, per i quali è concessa anche una priorità sull'utilizzo di superfici pubbliche. 

«Il decreto appena firmato  - ha dichiarato il ministro Pichetto Fratin - garantirà alle aziende energivore, che rappresentano una parte essenziale del tessuto produttivo italiano, prezzi più contenuti per alleviare la spesa elettrica. Come Mase e come Governo abbiamo il dovere di continuare a costruire le basi per un contesto che sia il più possibile favorevole a chi fa impresa». 

Secondo il decreto la messa a disposizione dell'energia elettrica avviene mediante contratti per differenza a due vie a fronte dell’impegno a realizzare nuova capacità di generazione green entro 40 mesi dalla sottoscrizione e a restituire l’energia anticipata su un orizzonte temporale di 20 anni a un prezzo pari a quello di anticipazione. La nuova capacità è realizzata mediante nuovi impianti ovvero mediante il rifacimento di strutture esistenti, di potenza pari almeno a 200 kW. Il provvedimento prevede, inoltre, contributi fino a un massimale di 300 mila euro a copertura dei costi sostenuti dalle imprese per garantire il valore dell’energia anticipata.

Cos'è un contratto per differenza a due vie

Un contratto per differenza a due vie (in inglese, two-way contract for difference, CfD) è uno strumento finanziario utilizzato nel settore dell'energia per stabilizzare i ricavi dei produttori di energia rinnovabile e garantire la previsione dei costi per i consumatori. Funziona come un accordo tra un produttore di energia e un ente pubblico o una utility, dove il prezzo dell'energia è fissato per un periodo determinato.

Ecco come funziona nel dettaglio. Nel contratto viene stabilito un prezzo fisso o di riferimento per l'energia (strike price). L'energia prodotta viene venduta sul mercato all'ingrosso al prezzo di mercato corrente. Se il prezzo di mercato è inferiore al prezzo di riferimento, l'acquirente del contratto (di solito un ente governativo o una utility) paga al produttore la differenza tra il prezzo di riferimento e il prezzo di mercato. Se il prezzo di mercato è superiore al prezzo di riferimento, il produttore paga la differenza all'acquirente del contratto.

Le reazioni dell'industria

Plauso immediato di Federacciai, che considera l'Energy Release un primo intervento strutturale non solo per alleviare il problema degli extracosti energetici, ma anche creare le condizioni necessarie per l'avvio di impianti rinnovabili. "L'auspicio è che questo intervento sia solo il primo di una serie di azioni concrete volte a sostenere le imprese energivore e a promuovere un futuro energetico più sostenibile per il nostro paese", commenta il presidente Antonio Gozzi, proponendo la misura come esempio da seguire a livello europeo, "per arrivare a un prezzo comune dell'energia per tutte le industrie energivore".

Festeggia anche Confindustria. Per il delegato all'Energia Aurelio Regina, la firma del decreto è un "passaggio fondamentale per il sistema produttivo italiano. Ora è importante proseguire il lavoro con il ministero per l'attuazione della misura Gas Release".

Ecco il decreto firmato dal ministro Pichetto Fratin e pubblicato il 23 luglio

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